MILANO - Si è chiuso in casa con l’ex convivente, ha impugnato un coltello e l’ha trafitta con diversi fendenti al collo, al torace e alla spalla. Poi, con una tanica di benzina e un accendino, si è lasciato divorare dalle fiamme. Francesco Di Graci, 34 anni, ieri pomeriggio ha deciso di porre fine nel più tragico dei modi a una relazione che negli ultimi tempi era diventata complicata. Il suo corpo carbonizzato è stato trovato intorno alle 16 dai carabinieri nella sua abitazione di San Donato Milanese. La ragazza, Antonina Mieli, 26 anni, orginaria di Agrigento, è morta qualche ora più tardi nell’ospedale cittadino.
L’ennesimo dramma della gelosia, come ipotizzato dagli inquirenti, si è consumato in un appartamento di pochi metri quadri al piano rialzato di via Giovanni Di Vittorio 28. Dove la coppia, entrambi di origine siciliana, aveva convissuto per circa cinque anni, prima di decidere, quattro giorni fa, di separarsi definitivamente. Lei, ieri pomeriggio, era tornata a casa con una collega per recuperare le ultime cose. Lui la attendeva in salotto, forse deciso a farla finita per sempre.
Dopo aver respinto sul pianerottolo la collega, Francesco ha chiuso a chiave la porta e si è rivolto alla ex. Tra i due è scoppiata una violenta lite. La giovane, dall’interno, gridava all’amica rimasta appena fuori «mi vuole uccidere», mentre il 34enne la colpiva selvaggiamente con il coltello ritrovato poco dopo dagli investigatori. Per sfuggire alla furia omicida del convivente, la ragazza si è lanciata dalla finestra ed è atterrata nel viale che dai box porta alla strada. È scappata a piedi per una cinquantina di metri, poi, prima di varcare il cancello, si è accasciata sull’asfalto in un lago di sangue.
La collega, nel frattempo, ha chiamato una vicina del primo piano, Silvana, e insieme hanno bloccato una pattuglia dei carabinieri che passava da quelle parti. «Pochi istanti e abbiamo sentito un botto», ha raccontato Silvana. L’uomo si era appena cosparso di benzina con una tanica che teneva già in casa e si era dato fuoco con l’accendino. Le esalazioni, nella ricostruzione dei militari, potrebbero aver provocato una piccola esplosione. I soccorritori hanno raccolto da terra la 26enne, non lontano dai frantumi della finestra rimasti sulla strada. «Era una maschera di sangue», ha ricordato la vicina. Le discussioni tra i due, negli ultimi tempi, erano molto frequenti.
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