La panchina di Mariella

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ARBUSTI SEMPRE VERDI

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view post Posted on 13/3/2012, 07:50 Quote
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Lavandula angustifolia
Così come in un romanzo o in un’opera lirica le vicende dei protagonisti si sviluppano e s’intrecciano con quelle di figure di media e piccola “taglia”, altrettanto avviene nei giardini, dove i soggetti che partecipano alla costruzione del quadro complessivo sono diversi fra loro, per natura e dimensioni, ma appaiono tutti ugualmente indispensabili. E non si creda che i “personaggi” meno appariscenti debbano rivestire necessariamente un’importanza marginale, tutt’altro!
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Camellia japonica
Ad esempio: se riconosciamo che i Promessi sposi si reggono sulle peripezie di Renzo e Lucia, ma anche che la narrazione avrebbe poco senso senza l’intervento di un don Abbondio o di un Innominato (e come non ricordare che pure donna Prassede e don Ferrante hanno un ruolo ben preciso!), così in un giardino gli alberi di notevoli dimensioni non sarebbero in grado, da soli, di sostenere il peso della scena nel suo complesso.
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Viburnum tinus
In altre parole, è veramente necessario per un ‘bel’ giardino poter disporre in pari tempo di un proporzionato numero di alberi, arbusti ed erbacee, a condizione che la composizione sia organizzata e distribuita in modo piacevole ed equilibrato. In tale ottica, è bene mettere a fuoco il ruolo “mediatore” degli arbusti in genere e, più in particolare, degli arbusti a foglia sempreverde.
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Berberis x stenophylla
Fra alberi ed erbe

In primo luogo va ancora una volta ricordato che una netta linea di demarcazione fra un “albero” e un “arbusto” non è stata ancora tracciata in modo chiaro, così che spesso si ricorre ad una separazione dei due soggetti sulla base della semplice altezza. Sappiamo che tale soluzione non è sempre soddisfacente, mentre sembra più ragionevole osservare che di norma gli alberi hanno un solo fusto e gli arbusti, sempre di norma, producono un intreccio di branche sin dalla base. Non sempre le cose stanno in questi termini e una vera regola, dunque, non esiste.
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Prunus laurocerasus
In ogni caso, è certo che numerosissimi arbusti possiedono un incommensurabile valore ornamentale e, in pari tempo, fungono da elementi equilibratori fra alberi ed erbe, contemperando l’imponenza dei primi con la delicata “inconsistenza” delle seconde. In definitiva scopriamo che, comunemente, un giardino non riesce a stare in piedi senza un ragionevole ricorso agli arbusti, i quali non solo svolgono egregiamente il loro compito strutturale, ma soprattutto sono attraenti in sé, grazie all’enorme varietà di forme, fogliame, fiori, colori e profumi.
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Phillyrea angustifolia 'Rosmarinifolia'

Le sempreverdi non sono sempre verdi

La convivenza, nei nostri ambienti naturali, di specie sempreverdi e di piante che si spogliano nei mesi invernali, è una certezza ormai acquisita da noi tutti. Chi abita nel nostro settentrione o in aree montuose è abituato da tempo a vivere, fra novembre e marzo, in mezzo ad una gran quantità di alberi e arbusti ‘nudi’, con la sola eccezione di alcune conifere, mentre chi si trova nella cosiddetta zona dell’olivo è più fortunato perché gode della persistenza di foglie come quelle di lecci, sughere, corbezzoli, mirti e diverse altre specie che non ricorrono alla caduta totale del fogliame.
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Buxus sempervirens 'Aureovariegata
Le conifere, infatti, sono provviste di aghi che, quando il termometro va sotto zero, perdono umidità con una maggior lentezza, mentre le latifoglie sempreverdi si trovano a loro agio in quelle aree calde, dove l’umidità invernale è più elevata e dove un gelo normalmente modesto non può danneggiare le loro radici. Dunque, conifere e latifoglie sempreverdi costituiscono un grosso patrimonio, dotato di notevoli caratteristiche decorative, di cui ci possiamo avvalere per abbellire i giardini anche nei periodi meno felici dell’anno. Il termine “sempreverde”, poi, non deve trarre in inganno, perché in realtà queste piante possono sì avere un fogliame di colore verde, ma non raramente anche giallognolo, bronzeo, grigio-azzurro, violaceo secondo la specie, l’età dell’esemplare e soprattutto la stagione. La loro uniformità cromatica è quindi una leggenda da sfatare nel modo più netto.
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Euonymus fortunei 'Emerald Gaiety'

Perché e come usare arbusti sempreverdi a foglia larga

Ancor prima di essere utilissime sotto il profilo paesaggistico, le specie sempreverdi sembrano voler svolgere un compito psicologico nei confronti dell’uomo, poiché sono in grado di trasmettere sensazioni ed emozioni ‘tranquillizzanti’ specialmente durante la stagione invernale. La loro presenza, infatti, pare garantirci che il regno vegetale non è scomparso e che la primavera non è poi così lontana; nelle aree più calde, inoltre, esse sembrano volerci proteggere dal calore e dalla luce del sole, aggiungendo al giardino eleganza e ricchezza di forme. Ovviamente, poiché stiamo parlando di una categoria notevolmente variata e numerosa, se intendiamo servircene per la realizzazione o il miglioramento del nostro giardino sarà bene avere ben chiaro lo scopo che vogliamo raggiungere, prima di passare all’acquisto di questa o quella specie.
A tale scopo possiamo suddividere gli arbusti a foglia larga in cinque categorie, escludendo a priori quelli di dimensioni tali da indurci a inserirli nella categoria degli arbusti-alberi.
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Elaeagnus pungens

Arbusti grandi.

Possiamo considerare tali quelle piante che, approssimativamente, hanno un’altezza che a maturità non supera i 6 m, con un’ampiezza che può variare fra i 3 e i 6 m. Proprio grazie alle loro dimensioni, questi “aspiranti alberelli” possiedono una spiccata vocazione a figurare come esemplari singoli o isolati, soprattutto se si tratta di specie dotate di fiori o più comunemente di foglie particolarmente ornamentali (ad es., Camellia japonica). Molto spesso queste piante sono utilizzate per creare barriere vegetali o schermi (v. Prunus laurocerasus), un effetto che si raggiunge mettendole a dimora in filari: una potatura non drastica riesce a conservare una forma vicina a quella naturale, mentre se il fusto è tagliato vicino al terreno, si crea con i rami una siepe fitta, bassa e compatta.

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Pittosporum tobira
Arbusti medi.

Le dimensioni in questo caso si fanno meno rilevanti e, di conseguenza, si estendono di molto le possibilità d’uso, specialmente nella fascia dei giardini medio-piccoli. L’altezza e la larghezza arrivano ad un massimo di 3 m, mettendo quindi a nostra disposizione un amplissimo ventaglio di forme e strutture che ben si adattano a qualsiasi situazione dei nostri ambienti. Si può ancora scegliere di utilizzarli come esemplari singoli, ma ancor più spesso è opportuno disporli a piccoli gruppi. Sovente, li si impiega nella formazione di siepi o di elementi di separazione fra grandi aree all’interno dei giardini o addirittura fra proprietà: in questo caso la potatura deve essere accurata, così da formare una parete fitta e pressoché impenetrabile, che potrà durare per molto tempo. Ancora, questi arbusti sono adatti per ‘mascherare’ eventuali brutture e deformità dei muri esterni degli edifici, oppure per creare uno sfondo scuro al fine di mettere in evidenza altre piante da fiore poste in primo piano.
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Viburnum davidii
Arbusti piccoli.

In questa categoria sono annoverate numerosissime specie, in molti casi di grande valore decorativo, la cui altezza varia fra i 100 e i 180 cm, mentre la larghezza in certi casi può anche superare quest’ultimo limite. Per quanto riguarda il loro utilizzo, vale il discorso fatto per la precedente categoria, ma se si opta per la messa a dimora di piante singole è indispensabile che esse siano relative a specie veramente attraenti e insolite (pensiamo, per fare un esempio, ad una Escallonia) e che siano poste in evidenza, magari su un prato, non celandole fra individui alti. Se invece le si pianta a gruppi – come è consigliabile – allora possono adattarsi a infiniti luoghi e situazioni. Se il terreno è in leggero pendio, è saggio sistemare nella parte superiore arbusti di taglia medio-alta, sotto i quali, a debita distanza, verranno distribuiti quelli piccoli, che in tal modo accentueranno l’impressione di un’onda sempreverde in discesa. Un compito affidatogli frequentemente è di separare aiuole o aree interne con funzioni differenti: ad es., un prato da un roseto, oppure una zona formale da un’altra informale. Si prestano bene anche per delimitare sentieri (si pensi all’antichissimo uso del bosso, Buxus sempervirens!), quindi anche in forma geometrica.
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Myrtus communis
Arbusti nani.

Questa definizione non va assolutamente confusa con quella della categoria successiva, sia per ragioni puramente dimensionali, sia soprattutto per le differenti forme d’utilizzo. Ci soffermiamo qui su piante a crescita molto lenta, la cui altezza varia fra i 25-30 cm e i 90-100 cm., che però spesso si allargano sul piano orizzontale ben oltre queste misure. Non è più il caso di parlare di un uso “singolo” - fatta eccezione per l’eventuale inserimento in un giardino roccioso - bensì di piccole o grandi masse, secondo lo scopo che intendiamo raggiungere. Di norma, gli arbusti nani sono usati per creare una sorta di zona di rispetto nei confronti di specie più grandi, da cui vanno posti a debita distanza per non correre il rischio di esserne offuscate. Servono anche per delimitare bordure in modo delicato e non invasivo (ad esempio con forme basse di Lavandula e con Santolina), oppure per occupare in modo grazioso e non troppo impegnativo uno spazio vuoto. Questo tipo di arbusti normalmente non richiede potature. In questa categoria rientrano molte eriche, con le quali sarebbe possibile realizzare un giardino in fiore per tutto l’anno.
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Leucothoë fontanesiana 'Rainbow'
Arbusti tappezzanti.

Si differenziano dai precedenti, sia per l’altezza (che raramente supera i 25 cm) sia per la loro principale caratteristica: la capacità di “strisciare” al suolo e di ricoprire in breve tempo anche vaste porzioni di terreno (gli inglesi le chiamano “ground-cover”). Con loro è possibile riempire gli spazi vuoti fra un arbusto e l’altro, oppure rivestire e consolidare una scarpata e ancora tappezzare il suolo nudo che si forma sotto la chioma degli alberi. Molte specie non solo raggiungono lo scopo quasi “ingegneristico” loro affidato, ma vi associano anche la vivacità delle bacche (Cotoneaster) e la piacevolezza di un fogliame gradevole (Pachysandra terminalis), ma anche duraturo e rustico (Hedera helix).

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view post Posted on 14/3/2012, 09:15 Quote
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grazie mariella buona_giornata-12013 2r3ecef
 
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