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| 25ESIMA GIORNATA - IL BIG mATCH Milan-Juventus, ritorno al futuro Conte senza alibi: «Si va per vincere» Risultati e orgoglio ritrovato, la sfida con i rossoneri torna a innescare rivalità e tensioni. Confermata la difesa a tre
 di ROBERTO PERRONE
Una vigilia così non la potrò dimenticar. Parafrasando Gianni Morandi con la sua storica sigla di Settevoci (ah, quando la tv era una cosa seria) assistiamo a una Juventus che si avvia cantando al rendez vous di San Siro con il Milan. Non solo perché non ci sono Ibra e Boateng, non solo perché Conte ha l’imbarazzo della scelta, a differenza di Allegri, ma anche perché il Milan è fresco di scudetto, di emozioni europee, insomma di quelle sensazioni che per Madama sono un ritorno al passato.
PRECEDENTE - Bisogna andare al 2005, prima di un altro Milan-Juve, per trovare qualcosa di simile da parte bianconera. E questo è un sentimento che sarebbe stato presente anche con Ibrahimovic in campo. È questa la vera novità di questa sfida scudetto che per Allegri non è decisiva, ma per Conte sì, perché, anche se da qui alla fine può succedere ancora di tutto, considerati i punti a disposizione (39, senza contare i 3 del big match), l’allenatore della Juventus è sicuro, in cuor suo, che se la sua pattuglia schianterà i rossoneri, andrà diritta verso l’inaspettata conclusione di un campionato che nessuno, neanche l’allenatore, sperava che fosse così.
IMBATTUTA - La Juve si presentata illibata alla meta. Neanche una sconfitta, però quei 10 pareggi pesano molto sulla classifica, specialmente quelli in casa con Bologna, Genoa, Cagliari, Siena. Per la Juve è uno snodo fondamentale. Il suo tipo di gioco, arrembante, fatto di corsa, di inserimenti, di grande agonismo e partecipazione collettiva, è estremamente dispendioso. Conte, giudicato affrettatamente a inizio stagione come un integralista, si è rivelato un abile nocchiero. Ha virato dal 4-2-4 al 4-3-3 e poi al 3-5-2. E se i numeri non vogliono dire nulla, molto invece significa l’attenzione agli avversari, al momento della squadra e dei singoli. La difesa a tre prima è stata sperimentata come mossa tattica contro squadre (vedi Napoli) che la schieravano. Ma ultimamente l’allenatore della Juve l’ha confermata perché alcuni dei suoi sono appesantiti (come Vidal e Marchisio) dalle enormi energie fin qui spese.
SCHIERAMENTO - Anche contro il Milan a Conte riproporrà il 3-5-2 con Lichtsteiner e Pepe esterni di centrocampo. In attacco vantaggio di Matri e Vucinic sugli altri attaccanti. «Con o senza Ibra, si va in campo per vincere». Ecco, magari si potrà avere dei dubbi sul fatto che Conte sia più o meno soddisfatto dell’assenza di «Gulliver» Ibra (e di Boateng) ma non su questo. Il grande cambiamento della Juve 2011-2012 è davanti ai nostri occhi. Non vuol dire che vincerà, però ci proverà. Comunque vada, dopo il pianto e stridore di denti dei due settimi posti, questo è già qualcosa di nuovo. Anzi, d’antico.
fonte corriere della sera
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