| A NELSON, ORE 8.30 italiane la terza partita L'Italia a caccia di mete con gli Usa Gli azzurri devono segnare 4 mete alle toste Eagles per giocarsela alla pari con l'Irlanda nell'ultimo round NELSON (Nuova Zelanda) - Gli ingredienti per una bella battaglia ci sono tutti: tanti nomi evocativi, dalla città (Nelson) allo stadio (Trafalgar Park); il sole tiepido che dovrebbe tener lontana la pioggia; un pubblico competente che ha voglia di fare festa e godersi un soffio di mondiale in questo angolo sperduto dell’Oceania, baciato dal sole, tra mare blu cobalto e foreste, viti e pomodori.
 VINCERE BENE -D el resto, gli azzurri di Nick Mallett (alla penultima partita da ct) hanno un solo imperativo: attaccare, attaccare e attaccare le toste e ipervitaminizzate Aquile americane sin dal primo minuto, per segnare (almeno) quattro mete e incamerare il punto di bonus. Fin qui, le premesse. Basteranno per vedere una spettacolare Italia contro gli Stati Uniti (martedì, alle 8.30 italiane)? Gli azzurri, a ben vedere, dopo la netta vittoria sui russi, corrono un grosso rischio: giocare con la testa già all’Irlanda, alla partita (2 ottobre a Dunedin) che deciderà il girone C, e smarrirsi sul campo di fronte agli americani. Un po’ quello che successo quattro anni fa: in attesa della Scozia, arrivarono due partite orribili contro Romania e Portogallo.
 GRUPPO MATURO - Il capitano azzurro, Sergio Parisse giura che non ripeteranno l’errore: «Questo è un gruppo maturo – dice dopo l’allenamento di rifinitura al Trafalgar Park – e siamo concentrati su questa partita, che dobbiamo vincere bene per arrivare al match con l’Irlanda su un piano di parità». Il problema è che tra la partita con gli Usa e quella di Dunedin si cono soltanto 5 giorni: “Non è molto, ma con un successo pieno contro gli americani – prosegue Parisse – il nostro morale sarebbe alle stelle. E sarebbe più facile ritrovare concentrazione e forma fisica”. E sempre l’Irlanda il tema riccorrente (che non diventi un’ossessione): “Sappiamo bene che con i verdi potremmo avere l’occasione di fare la storia, ma prima dobbiamo vincere questo match e vi assicuro che non sarà facile”. Il ct azzurro Nick Mallett ha una fretta pazzesca di archiviare la partita con gli Usa, metterla subito sui binari giusti e concedere magari una mezz’ora di riposo a gente come Parisse o Castrogiovanni. “Ma non posso farlo se il punteggio fosse ancora incerto”.
MAURO RAGGIANTE – Al fianco del capitano sorride sornione Mauro Bergamasco: “Con la Russia abbiamo preso fiducia. È importante continuare così, attaccare e segnare subito anche in questa partita”. Morale alto quello del flanker padovano, che dopo il piccolo sfogo seguito alla tribuna con l’Australia, ha trovato una chance con gli Orsi e la conferma tra i titolari anche contro gli Usa. Barbieri, dopo i buoni 50’ disputati all’esordio con l’Australia, si accomoda invece in tribuna. Il ct Mallett, del resto, ha riconosciuto che gli azzurri non hanno difeso benissimo contro gli Orsi, a cui hanno concesso tre mete. E quando c’è bisogno di serrare le fila, un placcatore fenomenale come Mauro può tornare utile.
GIOCO ALL’IRLANDESE - Un buon successo personale per Bergamasco, 31 anni, protagonista di una stagione sfortunata dopo l’operazione alla spalla del novembre scorso: è ancora senza contratto e ha rimandato il tempo delle scelte a dopo il mondiale. “Se punto al Mondiale in Ignhilterra tra quattro anni? Avrei quasi 36 anni. Sarebbe fantastico per me, ma negativo per il rugby italiano”. Meglio tornare a parlare degli americani: “Chi gli toglierei? – riflette Mauro - Il capitano, Clever, e il centro Emerick, ma in generale va riconosciuto che sono una buona squadra, abile a sfruttare la touche per innescare i trequarti”. E qui si vede il lavoro impostato dal coach Eddie O’Sullivan, a lungo sulla panchina della nazionale irlandese.
MASI OUT - La novità dell’ultima ora è invece il forfait di Andrea Masi. L’estremo aquilano si è fermato nell’allenamento di rifinitura, al Trafalgar Park: contrattura al polpaccio. Per evitare guai più gravi, in vista del match del 2 ottobre contro l’Irlanda, al suo posto Mallett ha scelto Luke McLean, che ha spesso giocato in quel ruolo in maglia azzurra. “Sono giocatori diversi – spiega ancora Parisse – con Masi perdiamo alcune caratteristiche, ma McLean ha occupato spesso quel ruolo, anche in Nazionale”. In panchina, a rimpiazzare Masi, è stato chiamato Giulio Toniolatti.
AQUILE FIDUCIOSE – E gli americani? Attenti a fare i conti senza l’oste. La vittoria sulla Russia e soprattutto la sconfitta onorevole (22-10) contro l’Irlanda hanno caricat un Xv molto ben messo fisicamente, con trequarti veloci e pericolosi. O’Sullivan, contro l’Australia ha mandato in campo gli Usa B (il risultato lo testimonia: 67-5) per preservare al massimo i suoi in vista della sfida all’Italia. L’obiettivo americano è strappare agli azzurri il terzo posto nel girone, che garantirebbe la qualificazione al mondiale del 2015, in Inghilterra. “Non ho detto che batteremo l’Italia – ha detto il coach O’Sullivan – sarebbe arrogante dirlo. Ma sono convinto che saremo per loro un ostacolo: vediamo cosa riusciranno a fare. Del resto abbiamo già il nostro posto sull’aereo di mercoledì per tornare a casa. Lasciare la Nuova Zelanda con una grande prestazione: chiediamo questo al nostro mondiale”.
fonte corriere della sera
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