La panchina di Mariella & Eternboyx

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ORIANA FALLACI UNA DONNA CHE HA VISTO NEL FUTURO

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view post Posted on 15/3/2011, 09:59           Quote
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LA FALLACI LO LASCIO'NEL TESTAMENTO"stiamo diventando colonia dell'islam"

Una «Cassandra che parla al vento». Così si definisce Oriana Fallaci nelle righe iniziali di La Forza della Ragione. Oltre due anni prima aveva pubblicato un libro fulminante, La Rabbia e l’Orgoglio, divenuto immediatamente un bestseller. Mentre gli italiani (e non solo) facevano la fila per comprare il pamphlet, sui giornaloni la scrittrice toscana veniva fatta a pezzi.

Comici come Sabina Guzzanti, fini intellettuali, politici, colleghi: tutti a berciarle contro le ingiurie più taglienti. Non si rassegnavano, non erano disposti ad ammettere che aveva visto giusto. Proprio come avvenne a Cassandra, nessuno l’ha ascoltata quando parlava di Eurabia, del dilagare islamico nel Vecchio Continente, di come saremmo stati schiacciati - e in parte già lo eravamo - dalle armate musulmane. E adesso Eurabia è qui e noi continuiamo a nascondere la testa sotto la sabbia, anzi, sotto la carta delle migliaia e migliaia di pagine di giornale che ci imbottiscono il cranio con parole come «accoglienza», «democrazia» ogni volta che citano quanto sta accadendo in Nord Africa. «Non mi piace dire che Troia brucia», scriveva la Fallaci, «che l’Europa è ormai una provincia anzi una colonia dell’Islam e l’Italia un avamposto di quella provincia, un caposaldo di quella colonia. Dirlo equivale ad ammettere che le Cassandre parlano davvero al vento, che nonostante le loro grida di dolore i ciechi rimangono ciechi, i sordi rimangono sordi, le coscienze svegliate si addormentano presto».

Bene, adesso le fiamme a Troia sono più alte che mai. Le ondate di immigrati in arrivo sono il culmine di un progetto antico, che da sempre cova tra gli islamici. «L’attuale invasione dell’Europa non è che un altro aspetto di quell’espansionismo. Di quell’imperialismo, di quel colonialismo. Più subdolo però, più infido. Perché a caratterizzarlo stavolta (...) sono anche o soprattutto gli immigrati che si installano a casa nostra». Oriana aveva annusato gli umori fondamentalisti che ribollivano in Stati come la Libia e che oggi, levato il coperchio, stanno saltando fuori. «Perdio, non v’è un solo paese islamico che sia governato da un regime laico, da uno straccio di democrazia! E perfino quelli schiacciati da dittature militari come in Iraq e in Libia e in Pakistan, perfino quelli tiranneggiati da una monarchia assoluta come in Arabia Saudita e nello Yemen, perfino quelli retti da una monarchia più ragionevole come in Giordania e in Marocco, non escono mai dai cardini d’una religione che regola ogni momento della vita e della giornata!», gridava in La Rabbia e l’Orgoglio. In La Forza della Ragione ricordava invece come nel 1979 «i mullah e gli ayatollah spodestarono lo Scià e instaurarono la Repubblica Islamica dell’Iran», rispolverando immediatamente «varie Sure del Corano. In particolare quelle che riguardavano il comportamento sessuale». Anche allora, la rivolta musulmana aveva ottenuto il plauso di tutti i progressisti, innamorati della religione maomettana.

Quella religione costrittiva è la stessa che sta arrivando qui. E si impone facendo leva sulla compassione e la pietà che i “sinceri democratici” nostrani provano per il profugo, soprattutto se con figli e moglie. Il metodo di conquista è la «Politica del Ventre cioè la strategia di esportare esseri umani e farli figliare in abbondanza», che è sempre stato «il sistema più semplice e più sicuro per impossessarsi di un territorio, dominare un paese, sostituirsi a un popolo o soggiogarlo. E dall’Ottavo Secolo in poi l’espansionismo islamico s’è sempre svolto all’ombra di questa strategia». Anche ora, l’espansionismo trova complici. Guardate le immagini sconvolgenti dei bambini uccisi in Libia mostrate da Santoro, leggete le paginate di Repubblica. E poi riprendete in mano l’Oriana che illustrava le strategie di «lavaggio del cervello» politicamente corrette, basate «sull’intervista straziante, ad esempio. Sull’articolo strappalacrime...».

Ma non ci sono soltanto gli intellettuali a battere le mani mentre vengono colpiti «il nostro sistema di vita, la nostra filosofia della Vita. Il nostro modo di pensare, di agire, di amare. La nostra libertà». Ci sono anche i politici entusiasti. Della sinistra c’è poco da dire, sappiamo come la pensa. Ma la Fallaci prendeva di mira anche Gianfranco Fini, il quale poi si è rivelato tra i più ferventi sostenitori del multiculturalismo. Nel 2004, la scrittrice era lapidaria: «Quanto al Suo vogliono -integrarsi, si-stanno-integrando, chi crede di prendere in giro?!? (...) Perbacco, su questo pianeta nessuno difende la propria identità come i musulmani. Nessuno. Perché Maometto la proibisce, l’integrazione».

Ora qualcuno, davanti all’esodo di massa, si aspetta aiuti dall’Europa. Sentite che diceva Oriana in proposito: «Ma come si fa a contare su un’Europa che è ormai Eurabia, che il nemico lo riceve col cappello in mano, lo mantiene, e addirittura gli offre il voto?!? Come si fa a fidarsi di un’Europa che al nemico s’è venduta e si vende come una sgualdrina, che i suoi figli li islamizza e li rincretinisce e li imbroglia fin dal momento in cui vanno all’asilo? Un’Europa, insomma, che non sa più ragionare?». Questa era La Forza della Ragione, 2004. Oggi, nel 2011, vale ancora la profezia della Fallaci. Il nostro mondo «sta bruciando. Va in fiamme col nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro. E a proposito: c’è nessuno che abbia voglia di spegnere l’incendio?». Pare di no, cara Oriana, pare di no.

di Francesco Borgonovo

 
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view post Posted on 18/3/2011, 17:16           Quote
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FANTASTICA ERO UNA SUA FAN...
 
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view post Posted on 15/9/2011, 07:07           Quote
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Oriana Fallaci
15 settembre 2006
Firenze - Italia
Fu un venerdì di 5 anni fa.
Aveva 77 anni.
---
Nacque il
29 giugno 1929
Firenze - Italia
Giornalista e scrittrice
Figlia di un attivo antifascista, la giovane Oriana, all'età di soli dieci anni, venne coinvolta dal padre nella Resistenza con compiti di vedetta. Giovanissima, prese parte al movimento clandestino della Resistenza "Giustizia e Libertà". A soli quattordici anni ricevette un riconoscimento d'onore per il suo attivismo durante la guerra. A sedici anni intraprese la carriera giornalistica con l'aiuto dello zio Bruno Fallaci, direttore di settimanali. Lavorò come collaboratrice per quotidiani locali ed in seguito fu inviata speciale per L'Europeo. Nel 1967 si recò come corrispondente di guerra in Vietnam, dove tornò numerose volte per documentare le atrocità di quel sanguinoso conflitto. Le esperienze di guerra vissute in Vietnam furono raccolte nel libro "Niente e così sia" pubblicato nel 1969. Oltre al Vietnam, seguì come corrispondente anche la guerra indo-pakistana, le guerre in Sud-America ed in Medio Oriente. Il 21 agosto 1973 conobbe Alekos Panagulis, leader della Resistenza greca, colpevole di aver ordito un attentato contro il colonnello Papadopulos; ne diventò la compagna di vita fino alla morte di lui avvenuta il primo maggio 1976 in un apparente incidente stradale. La scrittrice raccontò la storia di Panagulis nel romanzo "Un uomo" pubblicato nel 1978. Del 1974 è "Intervista con la storia" che raccoglie le interviste dell'autrice a grandi personaggi della politica. Nel 1975 uscì "Lettera a un bambino mai nato", il primo romanzo diverso dall'inchiesta giornalistica, che ebbe uno straordinario successo. Negli anni ottanta si trasferì a New York. Nel 1981 ricevette la laurea ad Honorem in letteratura dal Columbia College di Chicago. Nel 1990 uscì il romanzo "Insciallah", dove sono descritte le vicende di un contingente italiano a Beirut durante la guerra ebraico-palestinese: il romanzo è una denuncia contro la violenza di tutte le guerre. Dopo l'uscita di "Insciallah" continuò a vivere a New York, dove iniziò a scrivere un grande racconto la cui lavorazione fu interrotta dai fatti dell'11 settembre 2001; nello stesso periodo scoprì di avere un cancro ai polmoni. Nota per le sue opinioni anticlericali, negli ultimi anni si avvicinò alla Chiesa Cattolica dichiarando apertamente la sua ammirazione per Papa Benedetto XVI da cui fu ricevuta in udienza privata a Castel Gandolfo il 27 agosto 2005. Morì a Firenze, dove era tornata a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute, il 15 settembre 2006. Larga parte del suo patrimonio librario è stato donato alla Pontificia Università Lateranense di Roma.
 
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view post Posted on 6/8/2012, 16:27           Quote
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view post Posted on 2/5/2013, 10:55           Quote
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È la vita. A volte credi che due occhi ti guardino e invece non ti
vedono neanche. A volte credi d’aver trovato qualcuno che cercavi e
invece non hai trovato nessuno. Succede. E se non succede, è un
miracolo. Ma i miracoli non durano mai.

(Oriana Fallaci)


 
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