
Dal 25 febbraio al 4 marzo
Parte la moda a Milano: la star è Belen
La sfilata di Elena Mirò porta in scena le taglie forti, con sensualità. Tra i vip Manuela Arcuri, Ilary Blasi, Ventura
MILANO - I numeri della moda milanese sono quelli di tutto rispetto: 92 sfilate, 97 presentazioni (si andava oltre i cento per ogni voce fino a qualche stagione fa ma ora va bene così). Cui aggiungere conferenze stampa, aperture nuovi negozi, nuovi show room. E tutto quanto fa moda, per una settimana. Dal 25 febbraio al 4 marzo la capitale del prêt-à-porter mondiale è invasa da indossatrici, attrici, starlette, nuovi stilisti, fashion victim. Una baraonda che, si spera, faccia bene all'economia del paese in generale e alla città in particolare. Certo la Fiera non brilla come ai tempi d'ora, ma tant'è, almeno regge. Moda per il prossimo inverno a gogo, insomma. E ogni motivo è buono per fare notizia, per prendersi qualche spazio in più, qualche immagine da immortalare sui giornali.
SFILATE E NON SOLO - Ha aperto la giornata uno dei defilé più gettonati, quello di Elena Mirò, noto marchio di taglie forti. Pubblico, ogni volta, sempre entusiasta per le cosce formose, i fianchi floridi, le braccia tornite di modelle che partono dalla taglia 46 e arrivano alla 50 e viaggiano altere su una passerella avvezza a sopportare ben altri pesi. Ma loro sono belle, sprizzano gioia da tutti i pori, vestite di beige e grigio coperte di brillanti (nelle collane, nelle spille, nelle borse, nei sandali, nei ricami) come se piovessero. E c'è persino il pizzo nude look che mette in evidenza una quarta abbondante. Sulla pedana di Mirò anche Laura Brioschi, modella diciannovenne di Pietra Ligure, prossima bagnina sulla spiaggia della sua cittadina, che nulla ha da invidiare alla Pamela Anderson di Baywatch.
IRRINUNCIABILE ABITO DA SERA - Crisi sì ma in abito da sera. Ricco e prezioso come non mai. Da Clips è di seta o velluto, lungo, ricamato, paillettato, plissettato, decorato; da Luciano Soprani sono neri, scollati, dalle ampie gonne; da Lorenzo Riva sono d'argento, metallici, a volte corti in pizzo vittoriano o a balloon leggeri come pon pon; da Carla Carini (collezione disegnata da Debora Sinibaldi) i ricami sono incorporati nel tessuto che diventa tridimensionale. Una regina della notte come Cristina Ferrari stilista di Fisico (da lei diventano da sera pure i costumi da bagno) ha intuito che bisognava coniugare prezzo e stile che concentrato in deliziosi abitini decorati da svarowski; da Cruciani, disegnato da Roberto Menichetti, la sera è di cashmire cortissimo con ampia sciarpa. Persino Brunello Cucinelli, uno dei re del cashmere italiano, si è buttato sulla sera: abiti sottoveste di seta che sfiora il pavimento, in evanescente chiffon color tortora e grigio e piumino frac.
Belen Rodriguez (Photomasi)
LE DIVE IN PASSERELLA - Belen ruba la scena a tutte. È il suo momento. Da Clips ha rubato la scena anche al vestito- sirena che sapientemente la fasciava. «Non è la prima volta che salgo in passerella ma la prima dopo il successo che mi ha travolto - raccontava la bella fidanzata di Corona -. Non mi sento più una bella tra le belle ma una carina tra le capaci. Ho 24 anni e cerco di gestirmi come posso». E si vaga da un argomento all'altro davanti a una decina di telecamere e fotografi impazziti. «Crisi? A noi regalano molto e non sono una spendacciona. Ho un rapporto sereno con il mio corpo e la salute si vede anche in qualche chilo in più. E poi agli uomini piace la carne. Sono arrivata in Italia a 17 anni e pesavo sette chili in più. Con il lavoro e un certo tipo di vita sono dimagrita ma non sono magra come una modella, ho sempre fatto sfilate di intimo e servizi fotografici». Anche Ilary Blasy ha parlato, dietro le quinte di Elena Mirò, del suo rapporto con il cibo. «Non raccontiamoci storie - sosteneva -, per rimanere magre bisogna stare attente a quel che mangiamo. Io sono golosa e allora cerco di privilegiare cibi naturali, sani». Da Soprani ha fatto la sua comparsa, accompagnata dai soliti valletti, Manuela Arcuri che indossava un autentico pezzo storico degli anni Ottanta di Luciano Soprani, tolto dall'archivio per l'occasione. Fantastico! La fascinosa Ines Sastre è invece da prima classe Alviero Martini. Anche le prime file non si lasciano mancare nulla. Maria Grazia Cucinotta, Luxuria, Luisa Corna e Victoria Cabello da Valeria Marini. Simona Ventura da Simonetta Ravizza.
La sfilata di Elena Mirò (Ansa)
UN NEGOZIO E UN REALITY - Ecco che Dirk Bikkembergs, dopo vent'anni di attesa, presenta i suoi 1300 metri quadri milanesi (quindici vetrine tra via Manzoni e piazza Cavour) primo monomarca nel mondo. «Visto il risultato, l'attesa è valsa la pena» dice lo stilista, pronto a fare da guida a una schiera di giornalisti che lo seguono esterrefatti. Spazi enormi, collezioni appese, scarpe che rivestono le pareti, mega coppe della Champions che diventano i lavandini dei bagni. È tutto all'insegna dello sport, del casual chic. Fino ad arrivare al clou: 300 metri (dei 1300) occupati dal calciatore del Brera (storica squadra di calcio milanese) Andrea Vasa, come vera e propria abitazione. Una casa sui generis, però, molto Grande Fratello. Direttamente collegata agli spazi del negozio, è negozio pure lì con armadi sempre aperti in camera da letto o gente che può entrare in salotto perché tutto è dedicato alla vendita e quindi al cliente. Tant'è che il calciatore, durante l'inaugurazione di giovedì sera, giocherà alla playstation in vetrina (ma è casa sua!). Bagno straordinario con le pareti rivestite dalla Gazzetta dello Sport, un bagno tutto rosa grande come un monolocale. E forse l'unico spazio dove non entrerà gente (ma la sicurezza non c'è).
LA PELLICCIA NON MANCA MAI - Già in questo primo giorno se ne vedono: che siano dettagli, bordure o cappelli, il pelo c'è e non è disdegnato dagli stilisti che, comunque, lo rendono indispensabile. Francesco Scognamiglio, nei 15 capi disegnati per Allegri, inserisce la marmotta nelle maniche e negli orli di cappotti e trench di grande valore stilistico, una minicollezione da intenditori. E poi arriva la vera e propria pellicceria con Simonetta Ravizza. «In un momento difficile come questo -racconta - penso sia giunto togliere gli orpelli per dare risalto alle cose che nel tempo acquistano valore e che durano negli anni. Basta moda virtuale, c'è bisogno di concretezza, di punti di riferimento. A cominciare dalle materie prime». Visoni, chinchilla, zibellini, volpi si coniugano in nero e grigio con qualche tocco di rubino e lemon. Qui la materia c'è e lo stile pure.
Paola Bulbarelli