 Millennium Member
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| Roberta Mancino: brivido caldo Velina fuori e Rambo dentro. Roberta Mancino, modella, campionessa di paracadutismo e donna vera, da emozioni forti. Astenersi perditempo
Stavolta il bello è che non sai cosa vai a incontrare e a intervistare. In una mano tieni la sua foto, che Dio la benedica e come Mamma l'ha fatta, nell'altra sempre lei, ma assolutamente un'altra, in tenuta da paracadutista. Un ibrido? Una figura mitologica? Mezza donna e mezzo uccello. Ma anche mezzo pesce e mezzo Ninja. Una velina fuori e un Rambo dentro, capace di nuotare nella stratosfera con i condor e nei fondali con gli squali, che si lancia dagli aerei, dai palazzi e dalle funivie, cintura nera di full contact, ma anche ballerina di salsa nelle feste di piazza. Una mistica o un'esaltata? Una donna a caccia di guai o di contratti, forse entrambe le cose? Una fuori di testa o una trovata di marketing? Roberta Mancino, 27 anni di Anzio, è un ologramma. Una conturbante invenzione tridimensionale che, a seconda di come la guardi o la scuoti, si nasconde e si manifesta. La guardi che si avvicina e sembra la confutazione di Einstein, una miniatura di donna, cammina sulla terra come nell'aria, a piccoli passi, leggera, incorporea, in assenza di gravità, e pensi che da un momento all'altro possa spiccare il volo senza un lamento, e senza sbattere una palpebra. Si siede vicino a te, a tavola, e sembra Giampiero Galeazzi. Fa sparire, sempre con classe e in punta di forchetta, quantità notevoli di cibo. Da dove prenderlo questo delizioso e molto femminile animale? Partiamo dall'infanzia. Che cosa non ha funzionato? Ci racconti il trauma originario, la scena madre. Qualcosa nella bambina di allora che annunci la donna di oggi. «Nessun trauma, nessun mistero. Una bambina normalissima che aveva paura del buio, studiava danza classica e vedeva i cartoni animati. Tutto meno che un maschiaccio». La sua storia di famiglia. Da dove discende la sua evidente pazzia? Suo padre, la madre, gli avi? «Mia madre è infermiera, mio padre impiegato al comune di Nettuno. Nel tempo libero suona il sax nelle sagre di paese». E dunque? «Dunque, il destino, la casualità. L'amore. Mi fidanzo con un professionista della boxe e mi appassiono. Comincio a vedere tutti i match di Alì, Tyson e scopro che mi appassiona. Inizio in palestra il full contact». Scopre una parte di sé che ignorava. «Scopro soprattutto che ho talento. Torno a casa con gli occhi neri e le labbra tumefatte, cicatrici che ancora mi porto dietro, i miei si turbano, non vogliono, ma io insisto. Divento cintura nera». Nel frattempo cresce e si scopre bella. Bella e guerriera, procace e audace: una donna al bivio. «Faccio le prime foto a 16 anni, mi cercano come modella, ma io non ho dubbi, scelgo lo sport. Incontro in palestra un amico che mi parla del paracadutismo sportivo. Faccio il mio primo lancio, unica donna in mezzo a quasi tutti militari». Ancora l'amore. «Scopro anche il freestyle, vinco le mie prime gare. Mi piace danzare tra le nuvole, era quello che facevo da bambina, solo che ho sostituito il cielo alla terra». Da allora, vittorie ovunque, medaglie e record mondiali. Quattromila lanci in sette anni. Attacchi di panico? «Ho sempre paura ancora oggi. Quando atterro in un posto che non conosco, quando c'è vento. Se non hai paura, sei scemo». Se l'è vista brutta quante volte? «In tanti anni mi è capitato solo sei volte di dover sganciare il paracadute d'emergenza. Nessun problema. Il brutto è quando svieni in volo, ma oggi esistono dei meccanismi che azionano il paracadute da terra appena scatta l'allarme». Strani incontri? «Una volta, un enorme condor che mi veniva addosso. Si è spaventato, è scappato via». Nativa di Anzio. Terra di sbarchi e di marine. Lei addestra anche soldati americani. «Vivo sei mesi l'anno in America, tra l'Arizona e il North Carolina, dove mi alleno e faccio addestramento per guadagnare. Mi è capitato di avere tra gli allievi dei marine americani. Corsi di perfezionamento, nulla di militare. Odio la guerra». Tiene per mano vecchi e bambini nella Windtunnel, la galleria del vento. «È una simulazione del volo in cielo azionata dalle turbine. Ho un allievo di 70 anni. Il più piccolo è Trey, tre anni e mezzo. Si diverte da matti». Somiglia a qualcosa di umano buttarsi nel vuoto da quasi cinquemila metri, l'equivalente del Monte Bianco? «A un orgasmo in amore. Un minuto, un'emozione forte che ti prende in tutto il corpo». Si è lanciata completamente nuda col paracadute. «Era per Playboy. Con il paracadutismo sportivo non si fa una lira. Mi mantengo anche con i servizi fotografici. Era in Florida. Faceva un freddo cane, ma per 20 mila dollari farei questo e altro. Spesso ci buttiamo nudi per divertimento con gli amici sulle piane dell'Arizona». Ha nuotato in mezzo agli squali. «Nei mari delle Hawaii e delle Maldive. Nessun problema. Ci siamo piaciuti al primo istante». Da uomo a superdonna. Come si fa a stare con una come lei senza sentirsi un tapino e rischiare l'impotenza? «In effetti, difficilmente riuscirei a stare con uno che non si lancia come me. Nessun pregiudizio, è solo una questione pratica. Non troveremmo mai il tempo di stare insieme». Insomma, chi mi ama mi segua. «Esattamente. Per ora è così. Magari sarà diverso il giorno in cui smetterò, prima dei 35 anni». Ha mai fatto a pezzi un uomo a colpi di arti marziali? «Mai, anche se avrei i mezzi per farlo. Sono una pacifista, te l'ho detto. E poi ora sono single. Innamorata ma single». Di un paracadutista naturalmente. «E comunque non sono per niente una superdonna». Esempio? «Ho paura davanti alle telecamere. Le prime volte tremavo... E poi i tacchi. Preferisco buttarmi da un grattacielo che fare una passeggiata con i tacchi alti. Sono una frana, inciampo, sbando, cado». Altre cose che non sa fare? «Non so stirare. In compenso cucino divinamente, lasagne e tiramisù. Cucino e mangio. Da paura. Quantità incredibili di pasta, gelato, Nutella...Un'altra cosa, mi ubriaco facilmente, un drink e vado fuori di testa». Lei è già fuori di testa. Chi frequenta di solito? «I miei amici paracadutisti. Siamo come una tribù. Sempre insieme, facciamo gruppo. Non potrei mai frequentare modelle o veline. Una noia mortale. Parlano solo di soldi, uomini e vacanze. Io odio fare shopping e sto quasi sempre in tuta». Arriva Antonio Ricci in persona e le offre un contratto milionario per fare la velina da lui. «Non ci penso proprio. Gli dico no e basta. Se smetto ora, ho buttato sette anni della mia vita. E poi tra un anno a Torino ci sono i “Giochi dell'aria”, le nostre Olimpiadi. Voglio vincere». Obama o McCain? «Assolutamente Obama». Berlusconi o Veltroni? «Non seguo la politica italiana. Mi fa schifo». Una foto che non si farebbe fare neppure da Marco Glaviano? «Nessuna. Di lui mi fido completamente. Mi considera una modella estrema. Sa come convincermi. Una volta mi sono fatta fotografare in tacchi a spillo e abito da sera sulla porta di un elicottero spalancata sul vuoto». |